Ai tempi biblici i contadini coltivavano soprattutto grano e orzo, e talvolta anche il miglio. L'orzo poteva essere coltivato su terreni più poveri, ma non era diffuso come il grano.

LA SEMINA
Il contadino spargeva semi contenuti in un cesto, e con l'aratro li faceva penetrare nel terreno, per evitare che gli uccelli li portassero via. Gesù descrive un seminatore all'opera in Luca 8,5-8.
Mentre il grano cresceva, da dicembre a febbraio, il contadino doveva ripulire il terreno in modo che il grano non fosse soffocato dalle erbacce.
 
IL RACCOLTO
L'orzo era pronto per il raccolto ad aprile o a maggio. Il contadino mieteva, servendosi di un affilato strumento ricurvo chiamato falce (Geremia 50,16). Tagliava gli steli dell'orzo vicino alla cima, e lasciava il resto della pianta nel terreno, in modo che in seguito il suo bestiame potesse mangiarlo. Il contadino lasciava alcune spighe agli angoli del campo. Ai poveri era consentito di andare a prendere quelle spighe, o altre che il contadino e i suoi dipendenti avevano lasciato (Rut 2).
 
LA TREBBIATURA
IL grano doveva poi essere separato dagli steli di paglia. Perciò veniva portato su un appezzamento di terreno duro (1 Cronache 21,18-26), sul quale veniva battuto con bastoni o pestato dai buoi per separarlo dalla paglia. Talvolta il contadino si serviva di una trebbiatrice rudimentale: una tavola di legno al di sotto della quale erano fissati pietre o punte di ferro. I buoi la tiravano sul grano, facendone cadere i chicchi a terra.
 
ARATURA
Il contadino iniziava ad arare il suo terreno a ottobre o a novembre, quando giungeva la pioggia (Matteo 13,4), che rendeva più soffice la terra arida. Spesso il contadino arava e seminava nello stesso tempo. L'aratro era un attrezzo di legno a forma di T, con una lama affilata che scavava il terreno. Era tirato da due asini o da due buoi. Se il campo era su una collina o era un terreno duro, il contadino doveva arare il terreno a mano. A questo scopo, utilizzava un attrezzo simile a una grossa zappa, chiamato appunto zappone o vanga (Isaia 7,25).
 
SPULATURA
Dopo la trebbiatura, il contadino doveva separare il grano dalla pula, cioè dall'involucro di paglia e dagli altri scarti. A questo scopo lanciava il grano per aria, servendosi di un forcone di legno detto ventilabro. La pula leggera veniva portata via dall'aria, mentre il grano, più pesante, ricadeva al suolo. Infine il contadino scuoteva il grano in un grande setaccio per separarlo da tutte le impurità (Luca 22,31).
 
IMMAGAZZINAMENTO
Il contadino poteva infine immagazzinare il suo prezioso grano. Abitualmente lo riponeva in grandi recipienti o vasi di terracotta (Luca 6,38). La mietitura era un momento molto importante. Forniva il grano per il pane di un intero anno. Quindi ogni anno si celebrava la mietitura del grano e dell'orzo con feste speciali (cf pag. 31).