Gesù scelse dodici discepoli
che stessero con lui durante i tre anni di attività che spese predicando e
insegnando. Li chiamò "apostoli", che significa "coloro che sono mandati"
Andrea («virile»)
Andrea presentò a Gesù suo fratello Pietro sulle rive del lago di Galilea
dove, assieme a Giovanni e a Giacomo, esercitavano la pesca in società. Andrea
poi presentò a Gesù un ragazzo che aveva due piccoli pesci e cinque pani di
orzo, che Gesù miracolosamente moltiplicò per sfamare 5000 persone.
Matteo4,18-20; Marco 1,16-18; Giovanni 1,35-42; 6,8-9
Bartolomeo («figlio di
Tolmay»)
Di Bartolomeo non si sa niente. L'unico luogo dove è nominato è nell'elenco
degli apostoli di Gesù. Probabilmente si identifica con Natanaele.
Matteo 10,3
Giacomo (variante di Giacobbe)
Giacomo era un pescatore che lavorava assieme a suo fratello Giovanni e a suo
padre Zebedeo nell'impresa familiare. Quando Gesù lo chiamò, stava rassettando
le reti, ed egli seguì Gesù immediatamente. Gesù chiamava Giovanni e Giacomo con
il nomignolo di «figli del tuono» perché avevano un carattere impulsivo. Furono
essi, ad esempio, che proposero a Gesù di far piovere fuoco su un villaggio
miscredente. Giacomo era uno dei tre apostoli prediletti che Gesù ha voluto
avere accanto a sé in momenti particolari, quali la trasfigurazione e nell'orto
del Getsemani. Giacomo fu decapitato per la sua fede in Cristo da Erode Agrippa
I circa dieci anni dopo la morte di Gesù.
C'erano due apostoli di nome Giacomo. Quello dei due che non era il
fratello di Giovanni era il figlio di Alfeo, e di lui non si sa nient' altro.
Matteo 10,3; Atti 1,13
Giovanni (il Signore
è stato grazioso)
Giovanni, un pescatore e figlio di Zebedeo, era uno dei tre discepoli
prediletti di Gesù; Gesù gli aveva dato, assieme a suo fratello Giacomo, il
nomignolo di «figli del tuono». Giovanni, che nell'ultima cena aveva appoggiato
il capo sul petto di Gesù, era il più intimo degli amici di Gesù, e Gesù in
punto di morte affidò a Giovanni l'incarico di aver cura di sua madre Maria. Giovanni ha scritto uno dei Vangeli, il libro
dell'Apocalisse (durante il suo esilio nell'isola di Patmos) e tre brevi
lettere. Nel suo Vangelo Giovanni non chiama mai se stesso con il proprio nome
ma usa l'espressione «il discepolo che Gesù amava». Giovanni fu uno dei
principali animatori della Chiesa primitiva.
Giuda di Giacomo, il Giuda che non tradì Gesù, e chiamato «Giuda non
Iscariota», e probabilmente si identifica con Taddeo.
Luca 6,16; Atti 1,13
Giuda Iscariota
Giuda Iscariota era il cassiere del gruppetto di apostoli che seguivano Gesù.
Per trenta monete d'argento Giuda tradì Gesù con un bacio nell'orto del
Getsemani. Quando seppe che Gesù era stato condannato a morte, Giuda fu preso
dal rimorso e andò a restituire i soldi agli anziani del popolo dicendo: «Ho peccato, perché ho
tradito sangue innocente». Giuda quindi andò a impiccarsi. Nei vari elenchi
degli apostoli, Giuda è sempre nominato per ultimo.
Matteo26,1-27,10; Atti 1,15-26
Matteo ( « dono del Signore»
)
Matteo, chiamato anche Levi, fu invitato a seguire Gesù dal suo lavoro di
esattore delle tasse. Lasciata ogni cosa, diede una grande festa nella sua casa
per Gesù e per molti altri esattori e «peccatori». Matteo è tradizionalmente
ritenuto l'autore del primo Vangelo.
Matteo 9,9-10
Natanaele («
Dio ha
donato»)
Molto probabilmente Natanaele è la stessa persona di Bartolomeo.
Filippo aveva parlato a Natanaele di Gesù. Quando Natanaele incontrò Gesù, Gesù
disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c'è falsità».
Giovanni 1,43-51
Tommaso («gemevo»)
Tommaso, il cui nome in crreco è Didimo, mostrò il suo
coraggio dichiarandosi pronto a morire per Gesù colando Gesù si recava a
risuscitare Lazzaro. Nell'ultima cena Tommaso chiese a Gesù: «...come possiamo
conoscere la via?». 3esù gli rispose: «Io sono la via, la verità e la vita».
Questo apostolo è ricordato anche perché aveva detto che non avrebbe mai creduto
nella risurrezione di Gesù se non lo avesse visto di persona e non avesse
toccato le sue ferite. Quando Gesù risorto gli apparve personalmente, Tommaso
immediatamente si prostrò davanti a lui esclamando: Mio Signore e mio Dio ».
Matteo l0,3;
Giovanni 11,16; 14.5-6; 20,24-28
Simone («Dio ascoltò»)
Simone, da non confondere con Simon Pietro, è chiamato
anche Simone lo Zelota, perché probabilmente faceva parte del movimento
rivoluzionario ebraico che mirava a scacciare i Romani da Israele.
Matteo 10,4
Pietro («roccia»)
Pietro, lo schietto e spesso irruente capo dei Dodici, è sempre nominato per
primo negli elenchi degli apostoli. Assieme a suo fratello Andrea, Pietro
abbandonò la pesca dietro comando di Cristo e divenne uno dei tre discepoli più
intimi di Gesù. A Cesarea di Filippo, Pietro confessò a Gesù che egli era «il
Cristo, il Figlio del Dio vivente». Pietro si dichiarò disposto a morire per
Gesù, ma lo rinnegò tre volte. Dopo la risurrezione Gesù affidò a Pietro
l'incarico di «pascolare le sue pecore». Pietro guidò e ispirò i primi
cristiani, predicando coraggiosamente, fin dal giorno di Pentecoste, quando 3000
persone accettarono il suo messaggio e furono battezzate. Assieme a Giovanni, Pietro guarì uno storpio davanti alla
porta del tempio chiamata «Bella». Poiché il numero dei credenti in Cristo ben
presto superò i 5000, Pietro e Giovanni furono gettati in prigione perché
insegnavano al popolo che la risurrezione dei morti viene attraverso Gesù.
Pietro ha scritto due brevi lettere, e normalmente si ritiene che buona parte
del Vangelo di Marco rappresenti un riassunto della predicazione di Pietro. Gesù
aveva predetto a Pietro che avrebbe subito il martirio, e si ritiene che Pietro
sia stato condannato a morte da Nerone a Roma.
Matteo 4,18-20; 10,2; 14,25-31; 16,13-23; 17,1-13; 26,31-35.69-75; 1 e 2
Pietro
Filippo («amante dei cavalli»)
Come Andrea e Pietro, Filippo era un pescatore di Betsaida. Fu lui che portò
Natanaele (Bartolomeo) a incontrare Gesù. Davanti alle 5000 persone che avevano
bisogno di cibo, Gesù mise alla prova la fede di Filippo. Nell'ultima cena
Filippo chiese a Gesù di mostrar loro il Padre, al che Gesù rispose : « Chi vede
me, vede il Padre».