Introduzione alle Lettere
Cattoliche
[di P. Rossano ]
Si chiamano «cattoliche» sette
lettere del Nuovo Testamento che non sono indirizzate a nessuna comunità
particolare e sono attribuite due a san Pietro, una a san Giacomo, una a san
Giuda e tre a san Giovanni. Forse è stata proprio l'assenza di destinatari
particolari a suggerire l'appellativo «cattolico», cioè universale,
documentato già nell'antichità. Questa piccola raccolta è attestata nel
secolo IV, ma la sua collocazione nella lista degli scritti neotestamentari
non appare fissa, e si trovano differenze anche nell'ordine delle lettere in
seno alla stessa raccolta. La Volgata latina ha imposto la prassi di
collocarle tra le lettere di san Paolo e l'Apocalisse; alla Volgata si deve
anche l'ordine poi comunemente accettato: lettere di Giacomo, di Pietro, di
Giovanni, di Giuda, probabilmente sotto l'influsso di Gal
2,9 che fa menzione delle
«colonne» della chiesa, nominando nell'ordine Giacomo, Cefa o Pietro e
Giovanni. Nelle moderne edizioni della Bibbia si preferisce porre la lettera
di Giuda prima delle tre lettere di Giovanni per unire queste ultime
all'Apocalisse, anch'essa di Giovanni.
Le più brevi di queste lettere,
precisamente la seconda di Pietro, la seconda e terza di Giovanni e quella
di Giuda, incontrarono qualche incertezza per entrare nel canone ufficiale
della chiesa e ancora Eusebio (prima metà del secolo IV) le colloca tra gli
antilegómena, ossia tra gli scritti sulla cui autenticità si sollevavano
dubbi ai suoi tempi; successivamente però cessò ogni contestazione.
Ciascuna lettera possiede un suo
carattere proprio e una propria finalità; anche la forma e lo stile sono
diversi, data la pluralità degli autori e delle cause che ne provocarono la
redazione. L'esposizione serena della vita divina recata al mondo dal
Redentore che si legge nella prima lettera di Pietro è molto distante dal
tono della diatriba che si riscontra nella lettera di Giuda e nella seconda
di Pietro; è pure rilevante la diversità di tono fra quest'ultima e la prima
lettera di Pietro. Nonostante queste marcate differenze, tutte queste
lettere sono come omelie pastorali redatte in forma di lettera per favorirne
la diffusione. I temi di catechesi cristiana che vi svolgono vanno oltre
l'interesse di un gruppo particolare di lettori e riguardano tutta la
comunità cristiana; rappresentano perciò un modello tipico degli
insegnamenti cristiani dati alle prime comunità. Di qui la differenza dalle
lettere di san Paolo. Anche la forma è molto impersonale e non si
diversifica molto da quella ben nota dei rabbini e dei filosofi stoici
itineranti. Nel quadro della dottrina neotestamentaria queste lettere
rappresentano come il tratto d'unione tra la semplice predicazione
evangelica e le grandi esposizioni dottrinali e morali di grande valore che
impressionano profondamente il lettore.