Al tempo di Gesł, molti pescatori lavoravano sul grande lago di Tiberiade, chiamato anche mare di Galilea, e circondato da molti villaggi di pescatori. Alcuni di questi pescatori utilizzavano canna da pesca e filo, come oggi.

LA RETE
Alcuni pescatori usavano una rete (Marco 1,16-17) circolare, del diametro di circa cinque metri, provvista di pesi sui bordi, e di una fune legata al centro. Quando un pescatore vedeva pesci nell'acqua poco profonda vicino alla riva, entrava in acqua e vi gettava sopra la rete. I pesi tiravano la rete verso il basso, intrappolando i pesci, che venivano poi tirati a riva.
 
LA RETE A STRASCICO
Se pescavano da una barca, i pescatori spesso utilizzavano una rete a strascico (Luca 5,4). Era una lunga rete, larga circa tre metri, che veniva calata dietro la barca. Era provvista di sugheri fissati all'orlo per farla galleggiare, e pietre legate al fondo per farla immergere.
I pesci venivano catturati nella rete quando la barca veleggiava. Talvolta la barca girava in tondo, in modo da catturare i pesci al centro della rete.
 
LE BARCHE
I pescatori si servivano di piccole barche a vela che normalmente
potevano accogliere solo pochi uomini. Queste barche avevano una grande vela e un lungo remo, che fungeva da timone.
Terminata una giornata di pesca, gli uomini stendevano le reti ad asciugare e rammendavano gli strappi.