Gli atti degli Apostoli
parlano di persone che sono diventate seguaci di Cristo nei primi
entusiasmanti giorni della Chiesa primitiva.
Cornelio («di corno»)
Cornelio, un centurione romano, era stimato da tutti i
Giudei di Cesarea, dove era conosciuto per uomo giusto e timorato di Dio e per
le sue generose elemosine. Un angelo apparsogli in visione gli disse di mandare
a prendere Pietro a Giaffa. In conseguenza della visita e della predicazione di
Pietro, Cornelio e tutta la sua famiglia credettero in Cristo, ricevettero lo
Spirito Santo e furono battezzati. Questi sono i primi Gentili di cui si ha la
documentazione della loro conversione al cristianesimo.
Atti 10
Stefano ( « corona» )
Stefano era il capo dei sette diaconi incaricati dalla Chiesa di
Gerusalemme di aver cura delle vedove povere. Ad alcuni dei Giudei dava
fastidio la predicazione di Stefano e i miracoli che compiva; perciò fu
portato davanti al consiglio ebraico del sinedrio. I membri dell'assemblea
ascoltarono la lunga autodifesa di Stefano, ma quando egli li accusò di aver
tradito e ucciso il Giusto (Cristo), andarono su tutte le furie, trascinarono
Stefano fuori della città e lo lapidarono. Stefano, il primo martire
cristiano, mentre stava morendo pregava per quelli che lo stavano lapidando.
Alla sua morte era presente il giovane Saulo (Paolo).
Atti 6,1-8,2
Anania («Dio ebbe misericordia»)
Anania, d'accordo con sua moglie Saffira, vendette un pezzo di terra e diede parte del ricavato agli apostoli,
dicendo però che la somma offerta rappresentava l'intero prezzo di vendita.
Pietro accusò Anania di mentire allo Spirito Santo e a Dio, oltre che agli apostoli; dopo di che, Anania cadde a terra morto.
Atti 5,1-11
Saffira («zaffiro»)
Saffira, d'accordo con suo marito Anania, cercò di
ingannare gli apostoli donando loro solo una parte del prezzo ricavato dalla
vendita di un terreno. Interrogata in proposito da Pietro, Saffira mentì e
«cadde ai piedi di Pietro e spirò».
Atti 5,1-11
Cleopa («padre rinomato»)
Cleopa ero uno dei due discepoli che ebbero una
conversazione con Cristo risorto mentre si recavano da Gerusalemme a Emmaus.
Gesù riscaldò loro il cuore spiegando, in base all'Antico Testamento, che il
Messia doveva soffrire prima di poter essere glorificato. Ma fu solo quando Gesù
«spezzò il pane» con loro che lo riconobbero, e a questo punto Gesù «sparì dalla
loro vista». Cleopa e il suo amico tornarono a Gerusalemme per far partecipi
della loro esperienza gli undici apostoli.
Luca 24,13-49
Mattia ( « dono di Dio» )
Dopo il suicidio di Giuda Iscariota, gli undici
apostoli rimasti tirarono a sorte tra Barsabba e Mattia per decidere quale dei
due doveva prenderne il posto come dodicesimo apostolo. Entrambi avevano seguito
Gesù durante i tre anni del suo ministero pubblico. La sorte favorì Mattia.
Atti 1,15-26
Rode («rosa»)
Rode lavorava come domestica in casa di Maria, madre di
Giovanni Marco. Quando Pietro fu miracolosamente liberato dal carcere e andò a
bussare alla porta di Maria, andò a rispondere Rode la quale, riconosciutolo
dalla voce, corse in casa ad annunciare ai cristiani raccolti in preghiera che
Pietro era alla porta. Rode era talmente eccitata che si era dimenticata di
aprile la porta.
Atti 12,1-19
Giacomo fratello di Gesù (variante di Giacobbe)
Faceva parte del
parentado di Gesù. Mentre Gesù era vivo, i suoi parenti non credettero in lui,
ma dopo la sua risurrezione Giacomo diventò il capo della Chiesa di Gerusalemme.
Giacomo è probabilmente l'autore della lettera che porta il suo nome.
Agabo, un profeta venuto da Gerusalemme, predisse al popolo
di Antiochia un'imminente carestia che si sarebbe estesa a tutto l'impero
romano. Predisse anche che Paolo «sarebbe stato legato» se fosse andato a
Gerusalemme. Altri dettagli delle profezie di Agabo tuttavia non si sono
verificati.
Atti 11,27-30; 21,10-11
Simon (Mago)
Simon Mago di Samaria faceva strabiliare la gente con le sue magie. Dopo aver
sentito Filippo predicare la dottrina di Gesù Cristo, Simone stesso divenne
credente e fu battezzato. Quando vide che i credenti ricevevano lo Spirito Santo
attraverso l'imposizione delle mani degli apostoli, Simone offrì a Pietro e a
Giovanni del denaro per poter comprare il potere di imporre le mani. Pietro
rimproverò Simone per questo e lo esortò a pentirsi del suo peccato. Simone
implorò i due apostoli che pregassero per lui.
Atti 8,9-25
Giuda (lodato)
Giuda è probabilmente l'autore della lettera che porta il
suo nome. Faceva parte del parentado di Gesù, ma preferiva umilmente rhiamarsi
«fratello di Giacomo».
Matteo 13,55; Giovanni7,5; Atti l
Filippo
(«amante dei cavalli»)
Filippo, assieme al primo martire Stefano, era uno dei sette diaconi
nominati dalla Chiesa di Gerusalemme. Filippo divenne un assiduo predicatore del
Vangelo tra i Samaritani e i Gentili. Un giorno annunciò la buona notizia di
Gesù ad un funzionario etiope di passaggio, e quegli si fece immediatamente
battezzare.
Atti6,5; 8,4-13.26-40; 21,8
L'eunuco etiope
L'innominato eunuco etiope, funzionario di Candace regina di Etiopia,
sovrintendente al tesoro della regina, stava tornando da Gerusalemme dove si era recato per
il culto. Seduto sul suo carro, stava leggendo il capitolo 53 del libro di
Isaia. Ma non capiva il passo che stava leggendo fino a quando Filippo non lo
raggiunse e gli spiegò che la profezia di Isaia si riferiva a Cristo. L'Etiope
capì immediatamente e credette in Gesù; quando trovarono dell'acqua, Filippo lo
battezzò.
Atti 8,26-39
Il mendicante storpio
Un uomo storpio fin dalla nascita veniva portato ogni giorno alla porta
del tempio detta «Bella» a chiedere l'elemosina a coloro che entravano nel
tempio. Pietro e Giovanni non avevano denaro da dargli, ma lo guarirono. Egli
entrò con loro nel tempio «camminando, saltando e lodando Dio».
Atti 3,1-10
Enea(«lode»)
Enea, un paralitico che abitava a Lidda, da otto anni era
costretto a stare a letto. Pietro lo visitò e gli disse: « Gesù Cristo ti
guarisce ». Immediatamente Enea fu in grado di camminare di nuovo.
Atti 9,32-35
Tabità (Dorcas) (gazzella)
Tabità era una vedova cristiana che abitava
a Giaffa, la quale «abbondava in opere buone e faceva molte elemosine». Quando
si ammalò e poi morì, i suoi amici mandarono a chiamare Pietro. Pietro arrivò, e
le vedove gli si fecero tutte incontro mostrandogli le tuniche e i mantelli che
«Gazzella» aveva confezionato per loro. Dopo aver pregato, Pietro la risuscitò e
la presentò loro viva.
Atti 9,36-43
Sergio Paolo
Paolo e Barnaba visitarono l'isola di Cipro, dove risiedeva il proconsole
romano Sergio Paolo, «persona di senno». Dopo che Paolo ebbe castigato il mago e
falso profeta Elimas rendendolo cieco, «il proconsole credette, colpito dalla
dottrina del Signore».
Atti 13,4-12
Il carceriere di Filippi
Quando Paolo e Sila furono gettati in carcere nella città di Filippi, non
avevano la minima idea che sarebbero stati testimoni di una delle più
drammatiche conversioni della Chiesa primitiva. «Verso mezzanotte...
d'improvviso venne un terremoto così forte che furono scosse le fondamenta della
prigione». L'anonimo carceriere si svegliò e tirò fuori la spada per uccidersi,
pensando che i prigionieri fossero fuggiti. Ma Paolo lo rassicurò: «Siamo tutti
qui». Visto ciò, il carceriere chiese a Paolo e a Sila: «Cosa devo fare per
essere salvato?». Paolo e Sila gli parlarono di Gesù. Poi il carceriere e tutta
la sua famiglia «credettero nel Signore Gesù Cristo» e furono battezzati.