Dio protegge gli Israeliti
innalzando Giuseppe al rango di primo ministro e inviando Mosè a
liberarli.....
Giuseppe
(«possa Dio
aggiungere»)
Giuseppe, figlio di Giacobbe e di Rachele, aveva ricevuto da suo padre che lo
prediligeva una «tunica di diversi colori». I suoi fratelli erano gelosi di lui
e lo vendettero come schiavo ad alcuni mercanti di passaggio, che a loro volta
lo vendettero in Egitto a Potifar, consigliere del faraone. Imprigionato
ingiustamente, egli fu liberato dopo che ebbe interpretato saggiamente i
misteriosi sogni del faraone. Il faraone lo nominò primo ministro del regno con
l'incarico di ammassare e gestire le scorte di grano in previsione dei sette
anni di carestia che egli aveva predetto. Una carestia in Palestina costrinse la
famiglia di Giuseppe a recarsi in Egitto, dove Giuseppe si fece riconoscere ed
ebbe cura di loro.
Genesi 30,22-24; 37-50
Faraone («grande casa»)
Nella Bibbia sono nominati 11 diversi faraoni. Il
faraone dei tempi di Giuseppe probabilmente non era egiziano ma un conquistatore
«hyksos», di origine semitica come gli Ebrei. Il «nuovo» faraone dei tempi di Mosè era Ramesse II,
che restaurò una dinastia egiziana e trattò gli Ebrei con grande crudeltà
riducendoli alla schiavitù (vedere il libro dell'Esodo).
Genesi 40-41
Beniamino (« figli o della mano destra»)
Beniamino era il figlio più giovane di Giacobbe e fratello di Giuseppe. Sua
madre Rachele morì dandolo alla luce. Quando Beniamino andò con i fratelli in
Egitto, Giuseppe lo trattenne accusandolo di aver rubato una coppa d'argento.
Genesi35,18.24; 42,4.36; 43-45
Efraim
( « essere fecondo»
)
Efraim era il secondo figlio di Giuseppe e fratello di Manasse. Nonostante
che fosse il secondo dei figli di Giuseppe, suo nonno Giacobbe diede a lui la
benedizione che di norma spettava al primogenito. Efraim divenne il capostipite
di una delle dodici tribù di Israele.
Genesi 41,52; 46,20; 48; 50,23
Zippora(«passera»)
Zippora era una delle sette figlie di Ietro (Reuel), sacerdote in Madian, che ospitò Mosè quando questi
dovette fuggire dall'Egitto. Zippora divenne moglie di Mosè dal quale ebbe due
figli, Gherson e Eliezer.
Esodo2,16-22; 4,24-26; 18,2-4
Miriam (Maria) («amata da Dio»)
Miriam era la sorella di Mosè. Da bambina aiutò sua madre a nascondere il
neonato Mosè e a osservarlo di nascosto finché non fu tratto in salvo. Da adulta
divenne una profetessa. Per un certo tempo cercò di ostacolare Mosè nella sua
missione e per questo fu temporaneamente punita con la lebbra.
Esodo 2,4-8; 15,20-21; Numeri 12; 20,1
Aronne («illuminato»)
Aronne era il fratello maggiore di Mosè. Poiché Mosè non era un buon
parlatore, Dio incaricò Aronne di fargli da portavoce presso il faraone. Nel
deserto, Aronne cedette alle insistenze degli Israeliti di farsi degli idoli e
li aiutò a costruire un vitello d'oro. Aronne divenne il primo sommo sacerdote
d'Israele, responsabile della custodia della «tenda del convegno», il
tabernacolo.
Esodo4,14-30; 5-12; 28-29; 32
Giosuè («Dio è salvezza»)
Giosuè aveva fede e coraggio: riuniva in sé le
doti di capo spirituale e di condottiero. Fu il braccio destro di Mosè nel
deserto. Fu inviato, assieme a Caleb, a esplorare la terra di Canaan, che egli
consigliò di invadere subito. Il suo consiglio non fu accettato, ma riuscì a
conquistare Canaan in un secondo tempo quando si trovò alla guida del popolo
dopo la morte di Mosè. In punto di morte Giosuè esortò gli Israeliti a seguire
Dio fedelmente dicendo: «Per quanto riguarda me e la mia famiglia, noi serviremo
il Signore».
Esodo 17,9-13; 24,13; Numeri 13-14; Giosuè
Giuda («Jode»)
Giuda, il quarto figlio di Giacobbe e di Lia, ottenne la
primogenitura lasciata da Ruben. Quando i fratelli stavano per uccidere
Giuseppe, Giuda riuscì a convincerli di venderlo ai mercanti madianiti.
Genesi29,35; 37,26-28; 38; 43,3-10
Levi («unito»)
Levi era il terzo figlio di Giacobbe e di Lia. Assieme a suo
fratello Simeone, egli vendicò la violenza subita da sua sorella Dina in
un'atroce strage degli abitanti di Sichem. Levi fu il capostipite dei Leviti, la
tribù di Israele a servizio del culto nel santuario e, più tardi, nel tempio.
Genesi29,34; 34,25-31; 49,5-7
Manasse ( « colui che fa dimenticale
»)
Figlio primogenito di Giuseppe, Manasse fu adottato, assieme a suo fratello
Efraim, da suo nonno Giacobbe, divenendo in tal modo uno dei dodici capostipiti
delle tribù d'Israele. Giacobbe, tuttavia, diede la benedizione della
primogenitura ad Efraim anziché a Manasse.
Genesi 41,51; 48
Potifar («appartenente
al dio Sole»)
Potifar era consigliere del faraone e comandante delle guardie: un posto
importante alla corte egiziana. Comprò Giuseppe dai commercianti ismaeliti e,
quando si rese conto che «il Signore era con Giuseppe», gli affidò la mansione
di maggiordomo. In seguito Potifar mandò Giuseppe in prigione quando la moglie
di Potifar accusò ingiustamente Giuseppe di aver cercato di violentarla.
Genesi37,36; 39
Ruben (« voglio un figlio
»)
Ruben, il primo dei sei figli che Giacobbe ebbe da Lia, cercò di salvare
Giuseppe quando i suoi fratelli avevano progettato di ucciderlo.
Genesi29,32; 35,22-23; 37,21-29; 42,37-38
Mosè ( « colui che
è
tirato fuori» )
Da bambino Mosè fu salvato dalla figlia del faraone, che lo
trovò in un cesto di vimini che galleggiava tra le canne sul fiume Nilo. Ella lo
allevò come fosse suo figlio, un principe d'Egitto. Divenuto adulto Mosè
«rifiutò di essere chiamato figlio della figlia del faraone, preferendo essere
maltrattato con il popolo di Dio». Dopo aver ucciso un caposquadra egiziano,
fuggì a Madian, dove divenne un pastore e sposò Zippora.
L'esodo
Avvicinatosi ad un roveto che bruciava nel deserto, Mosè udì la voce di Dio
che gli ordinava di ritornare in Egitto a liberare il popolo, prendendo con sé
suo fratello Aronne come suo portavoce. Mosè affrontò il faraone; ma fu solo
dopo che la terra era stata devastata da diverse piaghe e tutti i primogeniti
egiziani erano stati uccisi che il faraone lasciò partire gli Israeliti: un
evento in seguito ricordato ogni anno nella festa ebraica della Pasqua.
Nel deserto
Dopo aver attraversato il Mar Rosso e portato il popolo al sicuro sull'altra
sponda, Mosè lo guidò al monte Sinai, dove Dio gli diede i dieci comandamenti.
Dio inoltre diede al popolo una serie di istruzioni dettagliate per la vita
quotidiana e per la costruzione del tabernacolo. Mosè guidò il popolo, molto
spesso ribelle, attraverso il deserto per 40 anni, trasformandolo nel frattempo
da un'accozzaglia di schiavi malcontenti in una forza combattiva compatta. Per
il suo carattere focoso fu negato a Mosè il privilegio di entrare nella terra
promessa.
Mosè fu il primo e il più grande dei profeti. Egli diede al popolo la Legge e
presentò Dio come « Yahweh» («Io sono»). Mosè fu l'uomo al quale «Dio parlò faccia a faccia come un uomo
parla al suo amico».
Simeone era il secondo figlio di Giacobbe e di Lia.
Con suo fratello Levi vendicò l'oltraggio fatto alla sorella Dina massacrando la
popolazione di Sichem.
Genesi29,33; 34,25-30; 49,5-7
Caleb («cane»)
Caleb era uno dei dodici uomini mandati da Mosè ad esplorare segretamente la terra promessa. Al ritorno, Caleb e Giosuè
presentarono la proposta di conquistare la regione: una mozione coraggiosa che
quasi costò la vita a Giosuè. Di tutti quelli che erano partiti dall'Egitto,
solo Caleb e Giosuè poterono alla fine entrare in Canaan.
Numeri 13-14; 26,65
Acan («disturbatore»)
Acan rubò parte del bottino di guerra dopo la presa
di Gerico e lo nascose nella sua tenda. Questo portò alla sconfitta degli
Israeliti nella battaglia contro il re di Ai. Quando il furto di Acan fu
scoperto, Acan fu lapidato e la città di Ai fu conquistata.